Quadro Normativo - Bibliotecario Sanità
- D.P.R. 12.2.1968 n.132 - art. 19
Annovera tra i requisiti degli ospedali la "biblioteca e sala di riunione per sanitari".
- D.P.R. 27.3.1969 n.128 - art. 2
Attribuisce alla direzione sanitaria il compito dell'istituzione e del funzionamento delle biblioteche mediche
- L. 23.12.1978 n. 833
- art. 2 - Annovera tra gli obiettivi fondamentali del SSN la formazione professionale nonché l'aggiornamento
culturale del personale del SSN.
- art.17 - Sancisce l'appartenenza degli ospedali alle USL.
- D.M.P.I. 9.11.1982
Fissa i requisiti di idoneità necessari alle USL, affinché le facoltà di Medicina possano utilizzarle ai fini della ricerca e dell'insegnamento e stabilisce che quale primo requisito i presidi o Servizi Ospedalieri "devono essere dotati o poter usufruire dei servizi generali di Biblioteca".
- D.P.R. 25.6.1983 n. 348 - art. 19
Assegna l'8% del finanziamento concesso dal Fondo Sanitario Nazionale per acquisire testi, riviste tecniche ed altro materiale bibliografico, nonché tecnologie audiovisive ed informatiche.
- D.P.R. 20.4.1987 n. 270 - art. 26
Ribadisce l'obbligatorietà dell'aggiornamento professionale, il suo finanziamento e riconferma che questo comprende anche l'uso di testi, riviste tecniche ed altro materiale bibliografico messo a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale".
- D.Lgs. 31.12.1992 n. 502 "Riordino della disciplina in materia sanitaria"
Non fa alcun riferimento ad eventuali centri di documentazione o biblioteche ma richiede (art. 16) "formazione continua che comprende aggiornamento professionale e formazione permanente" attraverso la partecipazione a corsi, convegni seminari, soggiorni di studio.
- CCNL Comparto Sanità 1998-2001 del 7 aprile 1999 - art. 29, c.7
"L'aggiornamento obbligatorio stabilito dall'azienda o ente è svolto in orario di lavoro e riguarda anche: l'uso di testi, riviste tecniche ed altro materiale bibliografico messo a disposizione dal Servizio sanitario nazionale".
- D.Lgs. 21.12.1999 n. 517 "Disciplina dei rapporti fra Servizio sanitario nazionale ed università, a norma dell'articolo 6 della L. 30 novembre 1998, n. 419" art. 1 e 2.
Decreta la nascita di Aziende ospedaliero-universitarie al fine di promuovere e disciplinare l'integrazione dell'attività assistenziale, formativa e di ricerca tra Servizio sanitario nazionale e università. Anche nell'ambito dell'ultimo Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro 1998-2001 del Comparto Sanità, siglato dalle parti il 7 aprile 1999, non esiste alcun riferimento alla figura del bibliotecario/documentalista.
Considerato il quadro legislativo attualmente esistente:
- le biblioteche nel SSN sono ritenute essenziali, ma non obbligatorie, senza, però, alcuna ulteriore indicazione sulle loro caratteristiche, funzioni e attività;
- al personale che vi lavora non è richiesta alcuna specifica competenza professionale con la conseguenza che coloro che si trovano ad operare nelle biblioteche del SSN possono, quindi, essere selezionati ed inquadrati in maniera del tutto "discrezionale" da parte delle Amministrazioni. Fantasiose e varie sono, infatti, le qualifiche del personale delle biblioteche: ad es. vigilatrice d'infanzia, ausiliario, infermiere professionale, impiegato di concetto, coadiutore amministrativo ed altro ancora.
- la recente normativa prevede la formazione continua dei medici attraverso la frequenza di corsi senza fare riferimento ad altri strumenti di aggiornamento.
- La prospettiva è quella di una integrazione e cooperazione tra Servizio Sanirtario e Università.
Conclusioni
- Le norme sul SSN parlano di aggiornamento permanente e di Sistema Informativo Sanitario senza mai citare le biblioteche biomediche o centri di documentazione.
- La mancanza di figure professionali impedisce a queste risorse di essere adeguatamente utilizzate e rese disponibili.
- In Italia soltanto la regione Lombardia si è mostrata sensibile al problema delle biblioteche biomediche, approvando una legge che istituisce una rete di istituti biomedici (Servizio Bibliotecario Biomedico Lombardo - SBBL). La rete delle biblioteche biomediche lombarde che operano sul territorio regionale sta consentendo alla regione Lombardia di condividere le risorse informative necessarie all'aggiornamento scientifico, di fornire documentazione a tutte le strutture ed operatori sanitari della regione, riducendo i costi necessari.